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ESCLUSIVA TTG - CONOSCIAMOLI DA VICINO - Ferrari: "Alla Tritium si respira la passione per il calcio"

di Mattia Vavassori
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Lorenzo Ferrari
Lorenzo Ferrari

Lorenzo Ferrari, classe '96, è un nuovo portiere della Tritium. Arrivato ad inizio settimana dal Legnano, è sceso in campo mercoledì scorso titolare nel match pareggiato in casa contro il Desenzano Calvina. Scuola Hellas Verona e con un passato vissuto in serie C, il neo estremo difensore biancoazzurro ci parla di sè e si racconta ai suoi nuovi tifosi.

Benvenuto Lorenzo, come ti senti?
"L’impatto con l’ambiente è stato molto positivo: mi sono sentito subito a casa. Sicuramente è una realtà importante dove si respira la passione per questo sport: sono felice di essere qui".

Parlaci del tuo percorso vissuto finora nel mondo del calcio.
"Calcisticamente sono cresciuto nel Settore Giovanile del Milan, dagli Esordienti fino alla Primavera. Sono stato poi acquistato dell’Hellas Verona, dove sono rimasto per cinque anni, due dei quali trascorsi in prestito. Dopo il primo anno di primavera, infatti, sono andato a Rimini, dove nonostante le difficoltà - la stagione è terminata con il fallimento della società - abbiamo ottenuto una straordinaria salvezza ai playout. All’ultima giornata, però, ho subito il primo grave infortunio al ginocchio, che mi ha tenuto fuori fino a dicembre della stagione successiva. Sono rimasto a Verona a curarmi e a fare il terzo portiere nella stagione culminata con la promozione in serie A del 2017. L’anno successivo sono andato nuovamente in prestito ad Arezzo dove, nonostante i diciotto punti di penalizzazione, ci siamo salvati senza playout vincendo le ultime sette gare di fila: è stato un risultato incredibile vissuto come una vera e propria promozione. L’anno successivo sono rimasto nuovamente a Verona, dove, pur non giocando, in quanto è sempre sceso in campo Silvestri, portiere, amico e persona che ammiro molto, ho vissuto la seconda promozione in serie A. Sono andato poi a Siena per trovare più spazio. Purtroppo, però, qui ho vissuto il secondo grave infortunio, sempre allo stesso ginocchio, poco prima che scoppiasse la pandemia: il sei febbraio dello scorso anno il mio ginocchio ha fatto nuovamente crack a causa di uno scontro con un mio compagno. Sono rientrato a settembre, dove per rimettermi in forma mi sono allenato per un mese all’Offanenghese, che ringrazio ancora per la disponibilità. A dicembre, non trovando spazio nei professionisti, ho accettato la proposta di Legnano. Ho giocato due partite in tre giorni pur non essendo pronto fisicamente a causa del lockdown forzato e l’ho pagata: in un rinvio dal fondo mi sono procurato una lesione muscolare che mi ha tenuto fuori per circa un mese e mezzo. Al mio rientro era stato preso un altro portiere e non ho avuto più spazio, così ho colto questa opportunità per rimettermi in gioco e riprendere confidenza con il campo qui alla Tritium".

Come interpreti il tuo ruolo?
"Essere portiere è un ruolo davvero unico. Sembra un luogo comune ma è davvero cosi: si basa tanto sulla mentalità, la capacità di rimanere lucidi e concentrati per tutto il tempo di gioco. è un ruolo molto delicato, che comporta responsabilità maggiori. Sei il primo a crederci e a pensare sempre positivo, per trasmettere la mentalità giusta ai tuoi compagni ed essere pronto a incitarli o ad aiutarli con indicazioni costruttive durante la partita. Credo che essere portiere sia un vero e proprio stile di vita. Colgo l’occasione per consigliare il libro “se aveste fede come un calciatore”, scritto dal mio amico don Marco D’agostino. Lo ringrazio per avermi dato la possibilità di contribuire raccontando cosa significhi per me essere portiere anche nella vita. Penso che valga la pena leggerlo per tutti gli appassionati di calcio e di sport in generale, visto le tante belle testimonianze raccolte che danno una lettura diversa del calcio e dei calciatori, a partire dalla storia di Alessandro Bastoni, noto difensore dell’Inter". 

Conoscevi già qualcuno dei tuoi nuovi compagni di squadra?
"Sì, Ambrosini, che è stato a Legnano ad inizio stagione, e di nome Degeri, avendo militato diversi anni nella squadra della mia città di origine Cremona". 

Che obiettivi ti poni?
"Personalmente voglio ritrovare la forma migliore e la confidenza con il campo: ho fatto tanti sforzi e tanti sacrifici per tornare a giocare, vorrei raccogliere quante più soddisfazioni possibili e trovare finalmente continuità. avevo bisogno di tornare a sentire le emozioni e l’adrenalina che solo giocando a calcio puoi provare. Sono venuto qui per dare il mio contributo, mi auguro davvero di raggiungere un’altra straordinaria salvezza insieme ai miei nuovi compagni, farò il possibile per dare una mano come loro l’hanno data a me accogliendomi nel loro gruppo". 

Nella vita studi o lavori?
"Ho sempre giocato a calcio a livello professionistico ma non ho mai abbandonato gli studi. mi sono laureato con il massimo dei voti nella triennale di scienze motorie e attualmente sto seguendo il corso magistrale". 

Grazie Lorenzo.
"Un saluto a tutti i tifosi e forza Tritium".

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